Carlo FATUZZO risponde in diretta alle vostre domande sulle pensioni
Il VENERDI su Lombardia TV (canale 99) dalle 20:30 alle 21:30.
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DOMANDA RIMBORSO INPS

A seguito della sentenza della Corte costituzionale 70/2015, relativa alla bocciatura del blocco della perequazione automatica delle pensioni per gli anni 2012 e 2013, il Partito Pensionati sta predisponendo le domande per richiedere il rimborso.

Vi invitiamo pertanto a inviare, a mezzo posta SEMPLICE all'indirizzo

FAMIGLIA PENSIONATI
Piazza Risorgimento 14
24128 Bergamo BG

- fotocopia carta d'identità
- fotocopia codice fiscale

Vi invieremo la domanda con le istruzioni.

giovedì 9 aprile 2015

PENSIONI. FATUZZO(PP), NO !!! A QUALSIASI TAGLIO.

In merito alle notizie diffuse a alcuni organi di stampa  circa  l’esistenza di un piano relativo al taglio di pensioni ,  che superano la soglia dei 2.000 euro lordi al mese  ed ad un piano per il recupero di dieci miliardi di euro  , da reperire con il taglio di agevolazioni fiscali  e con una nuova “spendig review”, il segretario nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo, ha dichiarato:”  C’è da augurarsi che le indiscrezioni  che stanno circolando in questi giorni, su un’ennesima beffa ai danni dei pensionati, siano frutto di un equivoco o siano infondate ma, purtroppo , c’è da ritenere che tali voci, abbiano più di qualche fondamento.
I pensionati , sempre i pensionati, sono gli agnelli sacrificali  ,per tutte le evenienze. Ingiustizie, tagli e mortificazioni, colpiscono una categoria ,che ha sempre pagato, sofferto ed a cui nessuno ha mai regalato nulla. Un dossier su questa problematica sarebbe in possesso del Presidente  dell’Inps e da tale documento , emergerebbe che  il metodo retributivo , abbia creato molte incongruenze  e da qui, scaturirebbe l’assunto che è  praticabile  chiedere un contributo  in relazione  alla differenza  fra pensione percepita e contributi versati e questa sarebbe riferito esclusivamente , per chi fruisce di pensioni  per importi  alti .  A giudizio del Partito Pensionati, è assurdo che si  possa considerare  di importo elevato, una pensione  lorda, da duemila euro in su che, al netto, non supera i   1,400|1.500 € . Se il pensionato  colpito  dalla richiesta del “contributo di equità” , deve pagare l’affitto,  va ad  ingrossare le già folte schiere degli indigenti.  Se i “si dice” , in riferimento alle pensioni liquidate con il sistema retributivo  ,dovessero diventare realtà,  potrebbero subire un ricalcolo,  con l’applicazione del sistema contributivo ,tutte le pensioni superiori  ai 2.000€ lordi,  liquidate negli ultimi decenni  . Questo  comporterebbe significativi tagli,  sulle pensioni che rientrano in questi parametri. I “tagli” , secondo  alcune simulazioni di cui parlano alcuni organi di stampa,  riguardano un consistente numero di pensionati  che potrebbero essere danneggiati. Si tratterebbe  , complessivamente , di 1,7 milioni di pensionati  , appartenenti  al settore privato,pubblico, ed  ex lavoratori autonomi.  Secondo le indiscrezioni, i “tagli” dovrebbero essere progressivi, in relazione alla quota “in più” garantita dall’applicazione del sistema “retributivo” , direttamente proporzionati all’importo delle pensioni. I pensionati ed   i  lavoratori , hanno subito troppe ingiustizie  ,in materia pensionistica  e questa sarebbe l’ennesima beffa .  A giudizio del Partito Pensionati ,i “diritti acquisiti “ , sembrano non esistere più. Come pure  non vi sono certezza né sulla effettiva collocazione in quiescenza, né per quanto  concerne l’importo dell’assegno   di pensione. “ Contributo di equità”?  Chi ha 2.000 € lordi di pensione, ha una pensione elevata ed è  giusto che sia “spremuto” ulteriormente?   Si facciano pagare i tanti manager e dirigenti, pubblici e privati, che hanno compensi da capogiro,  politici , direttori di Enti e quant’altro, che hanno liquidazioni e pensioni  , veramente elevatissime, non si faccia pagare , sempre e comunque  ai poveracci ed a chi , per avere una pensione, ha lavorato e sudato,in condizioni veramente pesanti, molto spesso , difficili . Non è giusto, non è credibile, che i pensionati, siano scambiati per un “ bancomat”, dove attingere  in caso di necessità. Certo è facile colpire una categoria  debole, indifesa, non in grado di reagire ad ingiustizie  e mortificazioni : è giusto che continui ad essere così ? Forse anche la rassegnazione e la sopportazione, ha un limite.”

L’addetto stampa
Luigi Ferone