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RIVALUTAZIONE ISTAT SU PENSIONI - RICORSI ALLA CORTE EUROPEA


Informiamo che a seguito delle sentenze della Corte costituzionale 70/2015 e 250/2017, relative al blocco della perequazione automatica delle pensioni per gli anni 2012 e 2013, il Partito Pensionati ha predisposto con i propri legali i ricorsi alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Siamo in attesa quindi delle decisioni della Corte Europea in merito. Per informazioni scrivere a segreteria@partitopensionati.it








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martedì 17 marzo 2015

BULLISMO A SCUOLA. Una vergogna da estirpare, auspicabile la piena responsabilità penale al compimento dei 14 anni.

Quasi ogni giorno la stampa riporta casi di bullismo nell’ambito scolastico. Giovani troppo “esuberanti”, altri veri e propri delinquenti, perché tali sono, anche con tutta la comprensione per la giovane età e tutte le giustificazioni, si rendono responsabili di aggressioni, prevaricazioni e di atti di vera e propria persecuzione nei confronti di compagni di classe più deboli. Episodi, anche gravissimi, come la costrizione a rapporti sessuali, a cui segue una serie infinita di ricatti. Anche  la realizzazione di filmini, utilizzati poi per ricattare, per umiliare, per imporre la loro volontà: “bulli” e vili , che traggono la loro forza  dal gruppo, dal branco. Anche l’utilizzo  dei moderni mezzi di comunicazione, che la larga diffusione dei computer, consente. Filmini realizzati con telefonini, inseriti in rete, spesso, aggiungono umiliazione ad umiliazione, sofferenza a sofferenza e qualche volta, l’esasperazione, la solitudine, il senso di impotenza, portano la vittima a compiere gesti inconsulti.  Legati al “bullismo” vi è lo spaccio di droga nelle scuole, i danneggiamenti di locali  scolastici  e l’aperta sfida agli insegnanti, alle istituzioni. Troppo spesso si è  portati a dare la colpa alle famiglie, alla società, a tutti, insomma, tranne che ai tanti delinquenti patentati  che sono poi presenti,in percentuali elevate, nei gruppi che pongono in essere  comportamenti  da bulli. Certo, vi sono soggetti deboli, fisicamente o mentalmente, che  si aggregano ai più forti, ai più determinati, ai più violenti , per una vera e propria sindrome del “gregge”: questi soggetti sono due volte vittime.Vi sono episodi raccapriccianti, che qualificano chi li pone in essere e chi  vi assiste passivamente, con divertimento o, addirittura, partecipando moralmente all’aggressione, come nel caso, da ultimo, dalla diciassettenne che ha selvaggiamente aggredito una dodicenne.