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RIVALUTAZIONE ISTAT SU PENSIONI - RICORSI ALLA CORTE EUROPEA


Informiamo che a seguito delle sentenze della Corte costituzionale 70/2015 e 250/2017, relative al blocco della perequazione automatica delle pensioni per gli anni 2012 e 2013, il Partito Pensionati ha predisposto con i propri legali i ricorsi alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Siamo in attesa quindi delle decisioni della Corte Europea in merito. Per informazioni scrivere a segreteria@partitopensionati.it








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martedì 19 maggio 2015

Carlo Fatuzzo intervistato da Il Tempo: «Noi, pensionati beffati, ci rivolgeremo alla UE»


Il Tempo 19/05/2015 pag. 7
L'INTERVISTA
"Noi, pensionati beffati Ci rivolgeremo alla Ue"
Fatuzzo: "Dove sono finiti i soldi sottratti?"

«È una legge "ad governum"». Così, con una battuta, il leader del Partito Pensionati Carlo Fatuzzo marchia a fuoco il decreto sulle pensioni approvato ieri dal consiglio dei ministri. «Il governo- spiega- si fa una legge apposta per non pagare quanto stabilito dalla Corte Costituzionale».
A quanto ammontava la somma?
«Secondo i miei calcoli, la somma sottratta come contributo obbligatorio al risanamento delle finanze dello Stato dal decreto Monti-Fornero a fine 2011, ammonta a 20 miliardi di euro fino al 31 dicembre 2015, e a 7 miliardi di euro per ciascun anno a venire».
Molto inferiore a quei 2,1 miliardi messi sul piatto dal governo.
«Sì, il governo mette a disposizione all’incirca il 10% di quello che avrebbe dovuto corrispondere. Capisco che l’esecutivo debba accreditarsi di fronte alle autorità finanziarie di Bruxelles come ligio e pronto a eseguire gli ordini di spendere il meno possibile. Ma io mi domando perché bisogna sempre rivalersi sui pensionati. Il mio parere è che questo decreto, in fin dei conti, comporterà delle conseguenze ben più onerose di quei 20 miliardi che il governo avrebbe dovuto pagare».


Come fa a dirlo?
«Non lo dico io, ma l’Europa. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, a cui certamente ci rivolgeremo, identifica come una violazione dei diritti umani la circostanza in cui uno Stato membro emana una legge al solo scopo di non adempiere a una sentenza definitiva della magistratura. Perciò quello Stato è passibile di condanna per risarcimento danni. Che prevedono sia la corresponsione di quel pagamento che ha cercato di evitare emanando la legge incriminata, con il riconoscimento di un danno morale in aggiunta».

C’è un precedente?
«Sì, è già avvenuto qualche anno fa, riguardo alle pensioni degli italiani che hanno lavorato in Svizzera, le quali venivano pagate dalla previdenza sociale nella misura di un terzo del dovuto, in base alla legge italiana. Fui proprio io a promuovere il ricorso. Vincemmo in tutti e tre gradi. L’Inps cominciò a pagare, poi di fronte alla consistenza delle somme, chiese al governo di fare una legge di interpretazione autentica della normativa sui calcoli delle pensioni. Questa legge andò alla Corte Costituzionale, che non vi trovò anomalìe rispetto alla Carta. Da quel momento, poi si andò alla Corte Europea dei diritti umani che condannò l’Italia a pagare somme di circa 60/80 mila euro a ciascuno di coloro che hanno presentato il ricorso. Ecco perché sono convinto che il governo Renzi, con questo decreto legge, rischia di spendere più di quello che sta cercando di non pagare adesso».

Dove avrebbe potuto prendere 20 miliardi il governo? Dalla spending review?
«La domanda è un’altra: dove hanno messi quei soldi, i vari governi che si sono succeduti? Nel 2012, primo anno in cui è stato attuato il blocco sulle pensioni, il governo si è trovato in tasca 3 miliardi e mezzo di euro in più, l’anno dopo 7 miliardi. Che ne hanno fatto? Li hanno spesi? E come?».

Quale potrebbe essere una soluzione per salvare rimborso e conti pubblici?
«Il governo avrebbe potuto ripetere ciò che avvenne quando la Corte emanò la sentenza 314/85, che ha rivalutò le pensioni di reversibilità. Lo Stato le pagò in sei anni. Avrebbe potuto farlo anche adesso».

Come stanno reagendo i pensionati?
«Sto ricevendo una valanga di telefonate. C’è un doppio sentimento. Da un lato, il parziale rimborso annunciato da Renzi non li soddisfa. Dall’altro, però, vedersi arrivare 500 euro conferma che la legge del governo Monti non era giusta. Il problema è che i pensionati non hanno il potere contrattuale che meriterebbero. Servirebbe dare loro una soggettività politica, e ci sto provando da tantissimo tempo».

Avete già in mente delle iniziative di mobilitazione in merito a questo decreto?
«Certo. Come prima cosa si presenta ricorso all’Inps. Dopo che l’Inps o avrà risposto picche, oppure avrà fatto passare tre mesi nel silenzio, si andrà dal Tribunale, sollevando l’incostituzionalità della legge. Se il Tribunale riconosce il sospetto di incostituzionalità, poi, la spedirà alla Corte Costituzionale. E a quel punto vediamo. Se la Consulta dovesse ribadire la conformità della Legge alla Carta Fondamentale, allora adiremo alla Cedu. Sono tutti ricorsi doverosi. Perché i pensionati, non tutti, ma una parte importante di loro, sono in cattive acque e non sanno come nuotare».

Pietro De Leo
Il Tempo

PROBLEMI RESTITUZIONE IMPORTI NON EROGATI RELATIVI ALLA PEREQUAZIONE AUTOMATICA. I RICORSI SONO UNO STRUMENTO DI DEMOCRAZIA.

Alla rubrica “lettere”.

Il problema delle pensioni e dei pensionati  è al centro del dibattito politico, delle dichiarazioni , dei commenti dei cittadini.  A Renzi ed al suo governo, evidentemente la sentenza della Corte Conti  che  bocciava il blocco della perequazione automatica per le pensioni , non è piaciuta e stanno fiorendo le ipotesi più fantasiose, per danneggiare,ancora una volta, i pensionati.

lunedì 11 maggio 2015

NEL PROSSIMO CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO , UN FORTE IMPEGNO A SOSTEGNO DEI PORTATORI DI HANDICAP E DELLE FACCE SOCIALI PIU’ DEBOLI.

Dichiarazione di Lino MISEROTTI, capolista della lista “Famiglia Pensionati”  -  circoscrizione di Vicenza – Elezioni regionali Veneto.

E’ necessario che nel prossimo Consiglio Regionale del Veneto,  vi sia  una voce forte e chiara, a sostegno dei diritti dei disabili  e delle fasce sociali  più  deboli  del Veneto e fra queste, in primo luogo, i pensionati – così ha dichiarato il  capolista della “Famiglia pensionati”, per le prossime elezioni Regionali, della circoscrizione di Vicenza, Lino Miserotti.

PEREQUAZIONE PENSIONISTICA. APPLICAZIONE SENTENZA CORTE COSTITUZIONALE. FATUZZO (PP), SI RISPETTI LA COSTITUZIONE E SI LIQUIDI IL DOVUTO AI PENSIONATI DAMNNEGGIATI DALLA LEGGE FORNERO.

Continuano i balletti di esponenti governativi, e non solo, sull’applicazione della sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il blocco della perequazione automatica delle pensioni per gli anni 2012 e 2013, che ha riguardato alcuni milioni di pensionati. Il Partito Pensionati,  ritiene  che si debba  rispettare la Costituzione.

venerdì 8 maggio 2015

ALTRO CHE IMMORALE RICONOSCERE A TUTTI I PENSIONATI IL RIPRISTINO DELLA PEREQUAZIONE AUTOMATICA , COME PRFEVISTO DALLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE . VERGOGNOSO ED IMMORALE E’ IL TRATTAMENTO RISERVATO AI PENSIONATI.

C’è  qualcuno che ha definito “immorale” il riconoscimento  del diritto alla perequazione automatica per tutti i pensionati, come stabilito dalla Corte Costituzionale, nella sua giustissima sentenza. Ritengo che, in materia pensionistica, di immorale c’è solo il trattamento riservato a milioni di pensionati, a portatori di handicap, nonché lo stato di povertà di  tanti italiani, senza lavoro, senza casa, senza aiuti – così ha dichiarato il segretario nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo.

giovedì 7 maggio 2015

Bocciatura blocco perequazione automatica, Fatuzzo (PP): le sentenze vanno rispettate

Continua il balletto attorno alla sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il blocco della perequazione automatica (indice di inflazione rilevato dall’Istat al 1° gennaio di ogni anno) per il 2012 e 2013, prorogato anche per il 2014 e 2015. Prese di posizione, ipotesi di “annacquamento” della sentenza, con proposte varie: dare il dovuto solo a chi ha pensioni, al lordo, sino a 1.443 euro, dimezzare il dovuto fra 1.444 e i 3.800 euro, sempre al lordo, non riconoscere alcun diritto per le pensioni che superano i 3.800 euro. «Siamo veramente all’assurdo – così ha dichiarato il segretario nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo. La sentenza della Corte Costituzionale – ha proseguito Fatuzzo – va rispettata, senza cercare soluzioni che ne indeboliscono la portata. Questo atteggiamento rappresenta, dopo il danno, anche la beffa, per milioni di pensionati. Non sono certamente i pensionati a mettere in crisi il bilancio dello Stato, dal momento che la legge Fornero, varata nel 2011, ha colpito pesantemente i pensionati, privandoli di un loro diritto, quindi si tratta di una semplice restituzione del dovuto. Un Paese civile e democratico deve avere alla sua base i diritti ed i doveri dei cittadini: c’è da augurarsi che i doveri, com’è giusto, siano certi, ma che i diritti non siano da “interpretare", secondo gli “umori” del momento. Il Partito Pensionati – ha concluso Fatuzzo – chiede che sia restituito ai milioni di pensionati quanto non percepito anche per il 2014 e 2015, con interessi e rivalutazione monetaria e, al tempo stesso, l’aggiornamento di tutte le pensioni!».
L’addetto stampa
Luigi Ferone

martedì 5 maggio 2015

Bocciatura blocco perequazione. Carlo Fatuzzo: «Pericolo di scippo!».

In queste ore si parla con insistenza di un decreto legge che il Governo potrebbe varare per evitare i ricorsi dei pensionati, in seguito alla sentenza 70/2015 con la quale la Corte Costituzionale  ha bocciato il blocco delle rivalutazioni deciso dalla legge “salva Italia” di Monti.  Nello stesso provvedimento,  o in uno successivo, potrebbero essere poi definiti tre scaglioni per decidere quanto restituire e a chi. Si dice che il blocco rimarrebbe per gli assegni superiori ai 3800 lordi, mentre chi percepisce una pensione tra i 1433 e i 3800 euro lordi potrebbe avere diritto ad un rimborso solo parziale (del 50% circa).

Sulla questione, il Segretario Nazionale del Partito Pensionati Carlo Fatuzzo si è così espresso: «E’ veramente grave che per una volta che viene resa giustizia ai Pensionati, il Governo si preoccupi soltanto di come ridurre al minimo l'esborso, continuando a negare ai pensionati il diritto ad "una prestazione previdenziale adeguata”. Il blocco della perequazione non doveva essere operato, perciò restituiscano il dovuto, non solo per il 2012 e 2013, ma anche per il 2014 ed il 2015, ci aggiungano gli interessi ed adeguino immediatamente le pensioni al costo della vita secondo gli indici ISTAT. Un esborso di denaro enorme? Sono  euro sottratti ingiustamente ai pensionati, la restituzione è un atto dovuto. Il Governo Monti poteva evitare di colpire  i pensionati, a partire da chi aveva la favolosa pensione di 1.443 euro L O R D I  al mese. Assurdo, veramente assurdo!».

lunedì 4 maggio 2015

Testo della Sentenza n.70/2015 della Corte Costituzionale sul blocco delle pensioni

Cari amici,

ecco la sentenza della Corte Costituzionale relativa al blocco della perequazione automatica delle pensioni superiori ai 1443 euro mensili lordi:

Corte Costituzionale Sentenza n. 70 del 30 aprile 2015 (pdf)


Immediato intervento del nostro Segretario Nazionale Carlo Fatuzzo e il nostro Partito è mobilitato affinché con il solito gioco delle "tre carte" non ci vengano scippati i nostri DIRITTI.

Cordiali saluti.

L'addetto stampa
Luigi Ferone

venerdì 26 settembre 2014

La prima casa non è pignorabile.

Trasmissione sentenza Cassazione e documentazione relativa al pignoramento della prima casa.


Cari amici,
riteniamo opportuno trasmettere la documentazione in oggetto, stante l'importanza che il contenuto della stessa rappresenta, purtroppo, per molti cittadini. Troppe volte Equitalia ha pignorato la prima casa e una norma riguardante la sua impignorabilità, ha creato problemi per fatti antecedenti l'emanazione della norma stessa. Ora la Cassazione ha fatto chiarezza e... GIUSTIZIA.

Un cordiale saluto
Il Segretario Nazionale
Carlo Fatuzzo